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San Costanzo (PU) estate musicale 2017

Mercoledì 2 agosto presso la Chiesa di Sant’ Agostino a San Costanzo (PU), concerto del Duo Amelli – Lamon. (trombe storiche – organo positivo)

L’ EVOLUZIONE DELLA TROMBA DAL SEICENTO ALL’ OTTOCENTO

Simone Amelli inizia giovanissimo gli studi di tromba e consegue nel 2006 il diploma in tromba presso il Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova.  In seguito frequenta corsi di perfezionamento con i maestri Roberto Rossi (Prima tromba dell’orchestra sinfonica nazionale della Rai), Vincent Penzarella (seconda tromba della New York Philharmonic Orchestra), Gianni Dallaturca (seconda tromba dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano), Giuseppe Blengino (prima tromba del Teatro Carlo Felice di Genova).  Parallelamente, segue il percorso biennale di perfezionamento in tromba e tromba naturale tenuto da Gabriele Cassone e Marco Pierobon presso la Scuola di Musica di Fiesole.                                        L’ interesse per gli strumenti d’epoca e per la prassi esecutiva della musica barocca e classica lo hanno spinto ad approfondire tali studi conseguendo il Biennio di Tromba Naturale sotto la guida del M° Jonathan Pia presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano nel 2015. Ha inoltre seguito masterclasses di tromba naturale con alcuni dei massimi esponenti a livello mondiale di questo strumento quali Edward Hankins Tarr, Gabriele Cassone, Jean François Madeuf, Crispian steele Perkins, Fredemann Immer.  Ha collaborato e collabora con importanti Enti lirici e sinfonici tra cui l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’ Orchestra della Rai di Torino, l’ Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra Arturo Toscanini di Parma, l’ Orchestra Verdi di Milano, l’ Orchestra del Teatro Regio di Parma. Collabora con prestigiosi Ensemble di Musica Antica tra cui Ensemble Zefiro, I Barocchisti, La barocca, Academia Montis Regalis, I Virtuosi Italiani, l’ Orchestra Barocca di Bologna, Accademia d’Arcadia, Theresia Youth Baroque Orchestra sotto la direzione di artisti quali Alessandro De Marchi, Diego Fasolis, Francesco Maria Sardelli, Alfredo Bernardini, Roy Goodman, Michael Radulescu, Corrado Rovaris, Claudio Astronio.  Con la tromba naturale ha inciso per le etichette “Sony Classic”, “Arcana” e “Tactus”.

Nicola Lamon ha compiuto gli studi musicali al conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia diplomandosi nel 2001 con il massimo dei voti e la lode sia in Organo e composizione organistica con Elsa Bolzonello Zoja che in Clavicembalo con Sergio Vartolo e Marco Vincenzi.
Ha conseguito inoltre il diploma in Canto Gregoriano a pieni voti con Lanfranco Menga. Nell’anno accademico 2005-2006, presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia ha conseguito con il punteggio di 110 e lode il diploma accademico specialistico di II° livello in organo.
Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento presso varie accademie internazionali: in organo e improvvisazione con H. Davidsson e W. Porter a Smarano (TN), con J.L. Gonzalez Uriol a Daroca (Spagna), presso l’Accademia Chigiana di Siena, per il clavicembalo, con Cristophe Rousset, conseguendo il diploma di merito.
Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali: in organo il terzo premio a Borca di Cadore nel 2001 e nel 2005, il primo premio a Viterbo nel 2003 e il terzo premio a Fano Adriano (TE) nel 2006; in clavicembalo il primo premio a Fusignano (RA) nel 2003 e il primo premio a Pesaro nel 2005.
Segue e studia con particolare interesse il rapporto canto gregoriano,organo, liturgia,musica vocale e basso continuo, ricoprendo la carica di organista presso la prestigiosa basilica di San Marco in Venezia.
Svolge inoltre attività di organista e clavicembalista continuista in diverse formazioni collaborando inoltre come tale a masterclass e corsi di perfezionamento.E’ stato docente a contratto presso il conservatorio “C.Pollini di Padova” di pratica della tastiera e lettura del repertorio vocale e, attualmente, svolge attività di accompagnatore al clavicembalo presso i conservatori Arrigo Pedrollo di Vicenza e Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (TV). E’ impegnato altresì nella monumentale esecuzione integrale dei due libri del Clavicembalo ben temperato di J.S.Bach.

Note al concerto

Quello che viene proposto in questo programma da concerto è un vero e proprio viaggio tra le innovazioni tecnologiche e compositive che hanno segnato il percorso della tromba nei secoli, soffermandosi nel periodo di maggior sperimentazione.                                                                                          La tromba storicamente nasce come strumento da segnale, usata per scandire momenti della giornata, della battaglia, di festa, ma nel corso del tempo assume sempre più importanza anche in campo musicale, fino ad avere ruoli fondamentali in epoca barocca.                                                                           È in questo periodo che la tromba, usata nel registro di clarino, viene sfruttata al meglio da numerosi compositori come Johann Sebastian Bach, Georg Philipp Telemann, Georg Friedrich Handel – solo per citare i nomi di maggior rilievo.                                                                                                                   Nel corso dei secoli è anche cambiato molto lo stile con il quale i compositori scrissero per la tromba, grazie alle possibilità sempre maggiori che offriva lo strumento e la bravura tecnica del musicista che lo suonava.                  Lo strumento, nella sua prima versione, si chiamava ‘Tromba naturale’; si trattava di una tromba che poteva suonare esclusivamente la serie di armonici naturali. Questo tipo di strumento è rimasto invariato dalla sua invenzione fino alla seconda metà del 1700, quando a causa di un forte cambiamento dell’ estetica si è sentita l’ esigenza di mettere in atto le modifiche necessarie per poter suonare anche note non appartenenti alla semplice serie armonica naturale.                                                                                                Dobbiamo tuttavia ricordare che, per alcune sue peculiarità come il particolare timbro sonoro e la possibilità di potenza di volume, la tromba naturale rimase in uso fino all’ epoca di Beethoven, che nelle sue Sinfonie prevedeva proprio questi strumenti in organico, al posto delle più moderne trombe a chiavi o pistoni.                                                                                                                                                                                                                                           Verso la fine del 1700 ci fu una prima innovazione importante, che segna inevitabilmente la storia della tromba: la messa a punto delle chiavi.            La tromba fu infatti dotata di alcuni fori che si aprono e chiudono con l’ausilio di alcune chiavi simili a quelle che possiamo vedere oggi nel saxofono. L’ uso delle chiavi permise agli strumentisti di suonare la scala cromatica e quindi di affrontare composizioni ben differenti da quelle a cui si era abituati sino a quel momento. A seguire, le esigenze cambiarono ancora; infatti, poiché la tromba poteva suonare – al pari degli altri strumenti – l’intera gamma di note, ma con un timbro poco omogeneo su tutto il registro, la tecnologia si adoperò per perfezionarla.                                         Vennero quindi brevettati i sistemi a valvole rotative e a pistoni, che soppiantarono in breve tempo la tecnologia delle chiavi, perché più pratici, più precisi e molti più agili per il musicista che li utilizza.                                                                                                Si ebbe così una rapida ascesa di questi due tipi di tromba che, con poche e non rilevanti modifiche, hanno consegnato nelle nostre mani la tromba moderna che oggi tutti conosciamo. In questo percorso saremo accompagnati da brani scelti e collocati su una linea del tempo perfettamente parallela all’ evoluzione della tromba.                                                                                                                                                                                                              Partiremo con una sonata dal metodo di Girolamo Fantini che si può definire il capostipite dei trombettisti italiani, per poi passare a Georg Friedrich Handel, compositore che ha contribuito a dare spledore alla tromba naturale in epoca barocca. Si prosegue poi con Joseph Fiala, musicista ceco che assieme a Joseph Haydn, Johann Nepomuk Hummel e Leopold Kozeluch, ci ha lasciato interessantissime pagine di musica per la tromba a chiavi. Proseguiremo poi con Josef Kail, primo professore di tromba a valvole presso il conservatorio di Praga nel 1826 che compose brani appositamente pensati e strutturati appunto per la tromba a valvole. Per finire verrà eseguita una composizione di Jean Baltiste Arban, virtuoso di fama mondiale di cornet a piston e docente proprio di questo strumento presso il Conservatorio Superiore di Parigi sino al 1889.

Programma

GIROLAMO FANTINI (1600-1675) Sonata detta del Nero

(da Modo per imparare a sonare di tromba, 1638)

ANDRÉS DE SOLA (1634-1696) Tiento de primo Tono de Mano derecha, per organo solo

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)  Water Music Suite

Overture, Gigue, Air, March, March

JOSEPH FIALA (1748-1816)  Divertimento in Re per tromba a chiavi

Largo, Allegro

JOHN STANLEY (1712-1786)  Voluntary Op. 7 n. 8, per organo solo

Andante, Allegro, Fuga

JOSEPH KAIL (1795-1871) Cavatina e valzer su temi di Donizetti

Andante cantabile, Allegro brillante

PIETRO MORANDI (1745-1815) Concerto undecimo, per organo solo

JEAN-BAPTISTE ARBAN (1825-1889) Tema e variazioni per Cornetta su temi di Rossini

Andantino, Allegretto, Variazione, Andantino, Finale

Sara Jane Trio 28.7.2017


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